| Il legno in Abruzzo e nel Piceno | | Stampa | |
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L'arte di lavorare il legno
A Pretoro, piccolo centro in cui è viva la tradizione legata alla lavorazione del legno, sono tipici i fusi (nel Piceno sono famosi quelli di Amandola), e gli utensili per fare la pasta fresca in casa, le famose chitarre.
Scoprendo i borghi montani, come Pietracamela, Tossicia, Crognaleto (vi si lavora anche la pietra arenaria) e Isola del Gran Sasso nel Teramano, e ancora Farindola (PE), Pescasseroli (AQ) e Castel del Monte (AQ), si scovano botteghe interessanti dedite a quest'artigianato e alla produzione di splendidi oggetti, prevalentemente in legno di faggio.
Utensili, sculture e complementi d'arredo, cornici, insegne, sedie e mobili rustici. In faggio anche curiosi strumenti musicali della tradizione, come le "raganelle", originali sonagli, e le "ciaramelle", pifferi che accompagnano il suono delle zampogne.
Tipici dell'artigianato amandolese sono la classica poltrona marchigiana rivestita in cuoio, i tavoli "a lira", o anche gli armadi arricchiti da cornici intagliate, e i cassettoni in noce, come pure i graziosi mobili dipinti nelle tonalità del celeste e del verde, con effetti finto marmo. Altri centri montani portano avanti la tradizione della lavorazione del legno come Acquasanta Terme, Comunanza, Montemonaco e Montegallo.
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Ad Amandola, nel Piceno, l'economia del paese ruota da sempre intorno alle attività legate al legno, oltre ad essere caratterizzata un tempo da un fiorente artigianato dei tessuti, lana in particolare, e dalla lavorazione del ferro battuto e del rame. Ancora oggi artigiani del paese si dedicano alla creazione di mobili intagliati, intarsiati e lavorati artisticamente, con uno stile lineare, sobrio e attento al dettaglio, che li caratterizza per tradizione.


