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Pescocostanzo è stato per secoli punto di riferimento dell'artigianato abruzzese. Un paese specializzato nelle arti più varie, dal ferro battuto all'oro, fino appunto al merletto. Per Offida si parla invece di un caso di vera e propria specializzazione artigianale. Entrambe, Pescocostanzo e Offida, ospitano un museo dedicato e scuole comunali e private che tramandano questa particolare forma d'arte e cultura. Oltre ovviamente ad un nutrito numero di artigiane che arricchiscono con le loro opere tovaglie, lenzuola e asciugamani, ma anche tovagliette da tè e all'americana, fazzoletti, deliziosi bavaglini e copertine da carrozzina, segnalibri, bomboniere, decorazioni natalizie, bijoux e accessori. Tipiche sia del merletto offidano che di quello del territorio aquilano, le graziose farfalline in merletto.
Il merletto a tombolo a fuselli si basa su pochi semplici strumenti, caratteristici e differenziati da paese a paese, secondo la tradizione. A cambiare sono le forme del tombolo. È il cuscino, riempito di fieno, su cui si fissa con diversi tipi di spilli il modello del disegno. E poi i fili, governati come burattini dalle mani delle merlettaie attraverso il gioco dei fuselli, coppie di bastoncini in legno attorno ai quali si avvolgono i fili di trama e ordito. Tipico il suono prodotto dal loro velocissimo incrocio e frullio che nasce dall'esperienza delle artigiane, un tempo dedite al merletto sull'uscio di casa. Anche materie prime e forma dei fuselli possono cambiare secondo gli usi di ogni borgo, i più pregiati sono in noce o in ulivo, ma spesso sono realizzati in leggero legno di pero. Il filo utilizzato per il merletto è più solitamente il refe di lino nell'Aquilano, il cotone invece nel Piceno, ad Offida, ma può anche essere canapa, seta, o oro e argento nel caso dei preziosi.
Diversa anche la personalità delle due tradizioni più rappresentative, di Pescocostanzo e Offida. Il merletto pescolano è d'ispirazione bizantina (si parla di influenze turche sullo sviluppo di questa arte) ed è caratterizzato da motivi realizzati a fettuccia e dall'assenza della rete di fondo. Alla base della sua identità c'è però soprattutto la libera creatività delle merlettaie: pur seguendo una minima tradizione comune, ogni donna esprimeva con il merletto una propria particolare vena artistica. Un fatto dovuto alla tradizione di lavorare al tombolo nelle giornate invernali, quando spesso freddo e neve costringevano ad un forzato isolamento.
La tradizione del merletto offidano si nutre invece della realtà conventuale (grande impulso viene dato dalle benedettine del locale convento di San Marco), ed è quindi più omogeneo e più immediatamente riconoscibile. Tecnicamente si basa su una padronanza e varietà di vari punti usati nella realizzazione dei disegni, dal punto Rinascimento, classico e geometrico, al ricco punto Venezia, per passare al tipico Cantù offidano, e al pizzo antico, bellissimo e ricercato. Disegni ricorrenti, rappresentati nei merletti come in vere opere d'arte, leggerissime ed eleganti, sono fiori, frutta, animali, ma anche vedute, personaggi e vicende della vita di paese.
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