| Il litorale aprutino ed i monti della Laga | | Stampa | |
In questo itinerarioIl litorale aprutino è caratterizzato da una stretta fascia alluvionale pianeggiante che si estende tra la linea di riva e il piede di dolci colline ricche di abitati e di coltivi, le quali, innalzandosi progressivamente di quota, conducono ai massicci più elevati dell’Appennino centrale. Un tempo in parte acquitrinosa e destinata a pascolo per le greggi transumanti, la fascia costiera si presenta ai nostri giorni intensamente urbanizzata, con abitati nastriformi in via di reciproca congiunzione. Esempi caratteristici sono, al riguardo, Giulianova, e Alba Adriatica, località peraltro note per le affollate spiagge al servizio di un turismo che può avvalersi di una ricettività alberghiera ed extra alberghiera moderna, articolata e funzionante. Soste opportune lungo il litorale meritano le torri di guardia costiere di Giulianova e Alba Adriatica, edificate nel XVI secolo e ancora ben conservate, ma poco note; e le foci del Salinello e della Vibrata, in particolare la prima, che conserva lembi interessanti di vegetazione mediterranea. Da Alba Adriatica si risale la valle del torrente Vibrata. Meritevoli di attenzione sono le vicende storiche della zona, per secoli fascia di confine (la cosiddetta frontiera dell’Acqua Santa) tra lo stato della Chiesa e il regno delle Due Sicilie. Il luogo privilegiato, in tal senso, è Civitella del Tronto, dominata dall’omonima fortezza, che raccoglie nel suo abitato e negli immediati dintorni monumenti e testimonianze delle passate vicende. Civitella è interessante anche come punto panoramico per osservare ad oriente, i solchi valivi che conducono all’Adriatico e ad occidente, i Monti della Laga e in particolare la Montagna dei fiori, verso cui volge ora il nostro itinerario. La Tabella di marcia: si percorre il tratto di Adriatica che da Giulianova porta ad Alba Adriatica (11 km), quindi si devia lungo la 259 per Civitella del Tronto (27 km). I monti della Laga sono notevolmente diversi da tutti gli altri gruppi costituenti l’Appennino abruzzese per la modesta estensione delle rocce calcaree, affioranti soltanto nelle aree culminali, e il prevalere di quelle marnose e arenacee. Il castagneto, in folti boschi, veste le pendici montuose fino a 900 m di altitudine, sostituito più in alto da querceti, faggete ed abetine tra le più belle dell’intero Abruzzo. |


