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Sulla via del Montepulciano d'Abruzzo PDF  | Stampa |

In questo itinerario

La Strada del Vino di Controguerra parte da Alba Adriatica e passa per Colonnella e verso Controguerra, poi a sud su Nereto fino a Torano Nuovo.

Prima di giungere a Colonnella, paesino dalle splendide architetture rinascimentali, tra cui segnaliamo il Palazzo Marzii e (di più recente costruzione) il Palazzo Pardi, da poco restaurato, si incontra la Cantina sociale di Colonnella, una delle pochissime cooperative vinicole della provincia, costituita nel 1971 e che oggi raggruppa 220 soci.
Poco più oltre è situata la giovane ma già affermata azienda Lepore guidata da Gaspare Lepore, che produce vini ottimi tra cui spiccano il Controguerra bianco Doc Passera delle Vigne, ottenuto da uve del vitigno autoctono Passerina, il Cerasuolo e il Montepulciano d’Abruzzo. Riserva Luigi Lepore, invecchiato 12 mesi in botti di rovere e barriques e affinato in bottiglia per altri 12.

Lasciata Colonnella si prosegue per Controguerra, il cui fulgore medievale riemerge alla vista dell’antico torrione risalente al 1279 e annesso allo scomparso Palazzo Ducale. Qui, sul versante nord e affacciata sul fiume Tronto, si trova la cantina di Camillo Montori, considerato il padre della nuova Doc, titolare di una rinomata azienda i cui 26 ettari di vigneto danno uve Montepulciano, Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon, Sangiovese, Merlot e Cabernet, destinate alla produzione delle varie tipologie della Doc Controguerra e delle due linee di Doc Trebbiano d’Abruzzo, Montepulciano d’Abruzzo e Cerasuolo, le cui etichette più note sono rispettivamente Leneo Moro, Leneo d’Oro e Poderi di Fonte Cupa.

In contrada S. Biagio di Controguerra si può incontrare Illuminati una delle piu’ antiche ed importanti cantine della regione. Nata nel 1890, oggi sotto la guida di Dino Illuminati e dei due figli, ha raggiunto l’estensione di 65 ettari e la produzione che sfiora un milione di bottiglie, tutte di alto livello qualitativo e tra le quali spiccano i rossi Lumen (da uve Montepulciano e Cabernet), Zanna (solo uve Montepulciano), il Cerasuolo da uve Montepulciano Campirosa e il Cenalba Controguerra Doc, ottenuto da uve Chardonnay.

La Strada del vino di Controguerra prevede una tappa a Corropoli, ricca di bellezze architettoniche e luogo di importanti ritrovamenti archeologici come il villaggio di Ripoli, risalente a circa 5500 anni fa, e per chi va alla ricerca di simili testimonianze non potrà non considerare che in Contrada Crocetta di Nereto fu rinvenuto il fondo di una capanna di origine neolitica. La cittadina di Nereto si fa ammirare soprattutto per la Chiesa di San Martino, costruita dai Benedettini nel XII secolo.

Da Nereto si raggiunge Torano Nuovo, dove le etichette tradizionali abruzzesi, Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo, possono contare su altre note aziende, alcune delle quali in attività dall’inizio del secolo. Tra queste è quella della famiglia Pepe, che vanta la genuinità e biologicità dei metodi di coltivazione e pigiatura e che ha recentemente ristrutturato la propria cantina dalla quale escono annualmente oltre 30 mila bottiglie, il 40% delle quali va in Germania, Svizzera, Austria e Stati Uniti, e il restante nelle Marche, nel Lazio e nella Lombardia.

Tra le più belle dell’intero panorama viticolo regionale c’è la tenuta del Barone Pietro Cornacchia situata in clima ad un poggio in Contrada Torri e i cui vigneti allevati a tendone e a filare rendono davvero pregevole il panorama. Qui l’avo Filippo iniziò la coltivazione e produzione di Montepulciano alla fine dell’800, e oggi delle oltre 300 mila bottiglie prodotte annualmente, l’85% viene esportato prevalentemente negli Stati Uniti, e in Germania, Olanda, Giappone, Nuova Zelanda, Belgio e Danimarca.